Erba della Paura (Stachys recta): Tradizione, Riti e Scienza
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Conosci l'Erba della Paura?
Sicuramente se vivi sull'Appennino Toscano ne hai sentito parlare, o forse addirittura sei stato anche "lavato" da piccino.
L'erba della paura, il cui nome botanico è Stachys recta L. è un'erba che cresce selvatica dalle nostre parti e viene usata nella tradizione popolare come rimedio per scacciare la paura.
Cos'è questa "Paura" di cui parliamo?
Se ti stai chiedendo cosa significhi tutto ciò te lo spiego in maniera semplice: hai presente quando capita un grosso spavento dovuto a una brutta caduta, a un incidente o a un'aggressione e non riesci più a sentirti tranquillo?
Oppure quelle paure che capitano ai bambini, magari perché hanno sentito dei racconti che li hanno turbati al punto da renderli timorosi anche di andare in bagno da soli? O ancora: quello stato di malessere costante che ti fa sentire come se fossi "un po' fuori di te" tipico degli stati dissociativi*? Ecco quel tipo di paura.
In America Latina esiste una "malattia culturale"** chiamata Susto che trovo somigli molto alla nostra "Paura", infatti è definita come condizione di paura e "sofferenza somatica cronica derivante da traumi emotivi o dalla testimonianza di esperienze traumatiche vissute da altri"***. Viene anche considerata una forma di attacco spirituale, un po' come lo è il malocchio, altra malattia culturale diffusa invece nell'area mediterranea.
Volendo considerare questi stati d'animo dal punto di vista medico, ho potuto notare spesso una vicinanza se non addirittura una sovrapposizione con quello che viene definito dal DSMV come Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD).
I Segnatori: i custodi del dono
Cosa fanno le persone colpite da queste malattie? Oggi ci sono gli Psicologi, per fortuna, ma un tempo questa figura non esisteva. E allora?
Ovviamente si rivolgevano a una figura specializzata nella guarigione di questo problema: in certe zone lo sciamano, in altre il curandero, dalle nostre parti invece troviamo i "segnatori", gente conosciuta per nome e cognome, o per soprannome, da cui si andava per risolvere un problema preciso.
Poteva essere la nonna, oppure la vicina di casa, insomma una persona investita di questo "potere" tramandato oralmente in momenti particolari dell'anno. Non a tutti è concesso questo dono, anzi, il retaggio orale ha delle regole precise e bisogna essere considerati degni di ricevere le formule.
Il rito del lavaggio
In cosa consiste di preciso farsi lavare la paura? E' un rito, un vero e proprio bagno purificatorio, in cui il segnatore utilizza delle formule precise sussurrandole mentre lava l'impaurito con un decotto preparato ritualmente in precedenza. Il decotto è un vero e proprio medium che tra le mani del guaritore veicola le preghiere e "lava" la paura, che il segnatore "sente con le mani".
Si tratta di qualcosa di invisibile eppure tangibile, di vischioso, viscido, poco gradevole al tatto, che si lascia volentieri dentro la bacinella di decotto. Questa Paura così catturata finisce nella bacinella utilizzata e si manifesta con un flocculato dall'aspetto muschioso, o appunto fioccoso e scuro.
Il rito si può fare solo in determinati giorni e deve essere ripetuto per 3 giorni perché sia efficace. Ma soprattutto tutti concordano con il divieto di pagamento: questo tipo di servizio è sempre e solo pagato con dei doni che sia il pacco di caffè o una cesta di frutta. Il segnatore dona il suo tempo e la sua arte, e la persona che ne ha bisogno ricambia con un dono.
La mia esperienza con quest'erba
Per me è una pianta ricca di significati e di ricordi. La mia prima volta non la ricordo perché ero piccola: da queste parti bene o male, un po' tutti prima o poi son finiti a mollo in quelle bacinelle di acqua scura e dall'odore caratteristico.
Da grande dopo un trauma importante ho ricevuto sollievo da questo rito, e in quell'occasione mi è stata passata la formula e sono diventata una "segnatrice" anch'io. Ho sempre avuto il massimo rispetto per questa Tradizione, ma al contempo da erborista laureanda, ho voluto indagare sulle proprietà della Stachys recta L. sfruttando l'occasione della tesi di laurea per fare una ricerca su questa pianta che nessuno aveva mai studiato prima.
🏆 Premio FEI come miglior tesi erboristica sperimentale dell'anno 2009
Dal lavoro della tesi è stata tratta anche una pubblicazione scientifica.
Considero l'Erba della Paura così importante nel mio percorso che nel momento in cui ho deciso di aprire il negozio non ho avuto dubbi: ne avrei fatto il logo della mia erboristeria!

Mi chiedono spesso: "Ma per provarla è obbligatorio farsi lavare da un segnatore?", "Posso farlo da solo se non ho le formule?"
Io consiglio sempre di fare una prova da soli se non si ha a disposizione il segnatore. L'importante è farlo con la dovuta ritualità e concentrazione.
Sappi che per i 3 giorni ti serviranno circa 100 grammi di Erba della Paura.
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* alterato senso di realtà relativo alla percezione di se stessi (depersonalizzazione) o dell’ambiente circostante (derealizzazione) e incapacità di ricordare elementi dell’evento traumatico;
** Nell'antropologia medica, una sindrome specifica della cultura o una malattia popolare è una combinazione di sintomi considerati malattia solo all'interno di una specifica società.
*** Razzouk D, Nogueira B, Mari Jde J (maggio 2011).